Cara Ikea, qual è il confine tra umanità e interessi? La Costituzione ci protegge!


Ikea, storica, grande, multinazionale impresa leader nel settore dell'arredamento, licenzia in tronco una dipendente. In una società evoluta, proiettata verso il progresso ciò può essere una normalità.

Giusto essere licenziati per non aver adempiuto al proprio lavoro come è altrettanto giusto essere assunti per le proprie competenze. Sicuramente la donna in questione non avrà eseguito correttamente le sue mansioni, forse non è stata in grado di soddisfare le esigenze dell'azienda o addirittura ha finto di lavorare: e invece no!

La sua colpa più grave è stata quella di aver avuto un figlio, disabile.

Marica è stata licenziata in tronco da Ikea dopo che in due occasioni si è presentata al lavoro in orari diversi da quelli previsti.

La Costituzione, atto fondante e fondamentale della nostra cara Repubblica, ci ricorda nel suo articolo 3 “...tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di […] condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale”.

Tale monito e garanzia dei nostri padri costituenti vuole esplicitamente difendere e tutelare situazioni di questa portata: GARANTIRE AD UN FIGLIO DISABILE IL DIRITTO AD AVERE UNA MADRE, IL DIRITTO AD ESSERE UN FIGLIO NORMALE.

Aspettiamo ora un chiarimento maggiore da parte della Società svedese e un intervento della Magistratura.


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